Napoli su Marte, il contributo della città alla missione ExoMars

Accademia Aeronautica di Pozzuoli in centinaia a seguire le ultime fasi della missione ExoMars

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Napoli su Marte, il contributo della città alla missione ExoMars
Industria aeronautica
 

20 ottobre 2016

Che fine a fatto Schiaparelli lo sapremo quando arriveranno le prime foto dal Pianeta Rosso. Il contributo dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte INAF e dell'Università Federico II.

Un sogno che si avvicina alla realtà, portare l’uomo su Marte entro il 2030 come ha detto il Presidente Obama appena qualche giorno fa.

La conquista del pianeta rosso è una partita cui gioca anche l’Europa con la Missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea, con l’Agenzia Spaziale Italiana, l’INAF e l’industria nazionale, un programma di un 1,5 miliardi di dollari. In campo c’è anche Napoli, che nella prima missione Exomars ha avuto un ruolo di notevole rilievo con il contributo dell’INAF.

Nel corso dell’evento Napoli su Marte, promosso e voluto dal Generale Nicola Lanza De Cristoforis, comandante dell’Accademia aeronautica di Pozzuoli per seguire la fase finale della prima missione ExoMars e atterraggio del lander Schiaparelli su Marte, si è voluto dare evidenza con contributi di esperi e scienziati che partecipano al progetto europeo.

Con il Prof. Massimo della Valle Direttore del prestigioso Osservatorio Astronomico di Capodimonte e Antonio Moccia dell’Università Federico II e tanti altri ospiti, primi tra loro l’astronauta Maurizio Cheli e il cosmonauta Walter Villadei, e tanti altri protagonisti che hanno lavorato a ExoMars, come Pietro Schifani e Francesca Esposito in collegamento dall’ASI, napoletani e principali responsabili per INAF del progetto DREAMS.

L’Osservatorio di Capodimonte INAF è responsabile del progetto DREAMS, uno strumento che misurerà le condizioni atmosferiche e una serie di proprietà elettriche dell’atmosfera marziana che opererà quando il lander che è arrivato sul pianeta inizierà a trasmettere dati. Principali Responsabili del progetto sono la planetologa napoletana Francesca Esposito e Pietro Schipani, che ha coordinato il progetto, entrambi dell’istituto astronomico di Capodimonte.